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		<title>Spritz Veneto: le verità nascoste.</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/spritz-veneto-le-verita-nascoste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2021 08:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sapevi che il vero Spritz Veneto non è rosso, né arancione ma è rigorosamente bianco? ebbene si, è lo spritz liscio. In quest&#8217;articolo scoprirai tutto quello che il tuo barman non ha mai osato dirti. Parliamo dunque dello&#160;Spritz, aperitivo Veneto, oggi diffuso in tutta Italia e anche all’estero. E stavolta non abbiamo la concorrenza del [&#8230;]</p>
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<p>Sapevi che il vero Spritz Veneto non è rosso, né arancione ma è rigorosamente bianco? ebbene si, è lo spritz liscio. In quest&#8217;articolo scoprirai tutto quello che il tuo barman non ha mai osato dirti. Parliamo dunque dello<strong>&nbsp;Spritz, aperitivo Veneto</strong>, oggi diffuso in tutta Italia e anche all’estero. E stavolta non abbiamo la concorrenza del Friuli come avviene per il tiramisù! La storia dello spritz è solo una delle curiosità <em>made in Veneto</em>&nbsp;che siamo soliti condividere durante i nostri <a href="https://www.streaty.com/it/city/street-food-tour-venezia/">tour gastronomici a Venezia</a>.&nbsp;<strong>In questo articolo scopriremo le sue origini e le sue varianti</strong> che si possono sorseggiare in città.</p>



<h3 class="wp-block-heading">LO SPRITZ NELLE ABITUDINI DEI VENEZIANI</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="480" height="300" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/tempImageFOQmK4-480x300.jpg" alt="" class="wp-image-6370" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/tempImageFOQmK4-480x300.jpg 480w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/tempImageFOQmK4-640x400.jpg 640w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>
</div>


<p>Per i veneziani, <strong>“prendersi uno spritz” è più o meno l&#8217;equivalente del “prendersi un caffè” a Napoli</strong>. Quando si incontra un vecchio amico per strada, quando si organizza un incontro, spesso anche quando si esce in coppia per la prima volta, ci si invita a “ndar farse un spriss”.&nbsp;</p>



<p>Mentre nel resto del Paese, lo spritz è un cocktail da aperitivo, in Veneto è una bevanda da consumare a qualsiasi ora del giorno, e senza rischiare di passare per ubriaconi! <strong>A Venezia, &nbsp;tutto è permesso dalle 11 in poi! <em>Farse un spriss</em>, più che una bevuta, è un rito sociale</strong>! E raramente vi capiterà di vedere qualcuno che se lo sorseggia in solitudine.</p>



<h3 class="wp-block-heading">LE ORIGINI DELLO SPRITZ</h3>



<p>Ma capiamo da dove trae origine questa bevanda dal nome strano! Come la sonorità suggerisce, spritz, non è una parola italiana né veneta , bensì tedesca. <strong>Il termine “spritzen” in tedesco significa spruzzare,</strong> e questo è dovuto al fatto che la bevanda nasce nel Triveneto durante il dominio Austroungarico. Immaginate questi poveretti soldati austroungarici costretti a fronteggiare uno, due,tre, quattro bicchieri di vino bianco Italiano dall’elevata gradazione alcolica!</p>



<p>Essendo abituati a consumare prettamente birra, dovettero trovare una soluzione per allungare le bevute senza perdere il senno. <strong>Fu cosi che iniziarono a diluire il vino bianco con l&#8217;acqua dando vita a una bevanda che ben presto spopolerà anche tra la popolazione locale</strong>. Danke!</p>



<h3 class="wp-block-heading">SPRITZ BIANCO, QUELLO VERO</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img decoding="async" width="480" height="300" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_3356-1-480x300.jpg" alt="" class="wp-image-6363" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_3356-1-480x300.jpg 480w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/IMG_3356-1-640x400.jpg 640w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>
</div>


<p>Ecco l&#8217;informazione che cercavate. Il vero spritz veneziano consiste esclusivamente di due ingredienti: acqua e vino bianco fermo. E tuttora, se ordinate uno &#8220;spritz&#8221; (senza specificare altro), è molto probabile che vi serviranno lo spritz bianco. Oggi si preferisce usare l’acqua gassata, per regalare un piacevole solletico al palato. <strong>Il vino inoltre, in base alla zona e al bar, può essere sia un prosecco, che abbonda sempre nelle cantine venete, che un qualsiasi altro tipo di vino bianco fermo, a patto che sia locale!</strong></p>



<p>Trattandosi della versione meno alcolica degli spritz, è normalissimo vedere, soprattutto nei bar di paese, gli anziani berne uno anche la mattina presto. Inoltre, <strong>mancando di liquori, quindi di ulteriori zuccheri, rappresenta anche la scelta più dissetante</strong> per le torride giornate estive. I cubetti di ghiaccio e la fettina di limone rinforzano questa sensazione di freschezza, ed oggi sono immancabili compagni dello spritz bianco.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>RICETTA ORIGINALE DELLO SPRITZ BIANCO</strong></h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>1 parte di vino bianco fermo</li>



<li>2 parti di selz</li>



<li>1 fettina di limone</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><figure><img decoding="async" class="alignleft size-homeblog wp-image-6366" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/tempImagesQjnCu-480x300.jpg" alt="" width="480" height="300" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/tempImagesQjnCu-480x300.jpg 480w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/tempImagesQjnCu-640x400.jpg 640w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>SPRITZ SELECT, PASSIONE VENEZIANA</h3>



<p>A Venezia però, lo spritz per antonomasia è lo spritz select. <strong>Il Select è un amaro o bitter da aperitivo, nato poco più di cento anni fa, nel 1920, nella distilleria veneziana dei fratelli Pilla</strong>. Il liquore è preparato con un mix di 30 erbe aromatiche, bacche e radici, la cui ricetta rimane segreta. La produzione del suddetto si è ormai spostata dalla laguna, anche conseguentemente all’acquisizione del brevetto da parte del Gruppo Montenegro (anni ‘50).</p>



<p>Negli ultimi anni, sembra che, insieme al marchio, sia stata ritoccata anche la ricetta in modo da renderla più simile a quello del rivale Campari. <strong>Nel 2019 infatti, con il cambiamento dell’etichettatura e del design della bottiglia, si è notata anche una leggera differenza di gusto.</strong> Ciò detto, resta comunque la base per lo spritz più amata dai veneziani.&nbsp;Ecco&nbsp;<strong>la ricetta originale dello spritz Select consigliata dall&#8217;azienda.<br></strong></p>



<h4 class="wp-block-heading">RICETTA ORIGINALE DELLO SPRITZ SELECT</h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>Utilizzare calice <em>Universum</em> o bicchiere <em>old fashioned</em></li>



<li>3 parti di Select</li>



<li>2 parti di Prosecco</li>



<li>1 parte di Selz</li>



<li>1 oliva verde</li>



<li>ghiaccio</li>
</ul>



<p>E cosi otterrete quel cocktail rosso scuro che impegna le mani dei lagunari nelle ore dell’aperitivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">MUSSOLINI VS SPRITZ</h3>



<p>Un evento davvero bizzarro e degno di nota fu certamente il bando del Select avvenuto per volere di Mussolini. In quel tempo il regime aveva imposto l’autarchia e di conseguenza il blocco delle importazioni dall’estero. Nonostante il Select venisse prodotto a San Donà di Piave, e fosse quindi 100% italiano, vi furono proteste in tutta Italia poiché il nome suonava fastidiosamente anglofono. <br><strong>Anno 1935: il Select è ufficialmente bandito. </strong><br>Il blocco alla vendita cessò solamente dopo i pervenuti chiarimenti al Regime da parte della famiglia Pilla. <strong>Il nome SELECT non era altro che l&#8217;acronimo di “Stabilimento Enologico Liquori E Cremore Tartaro”</strong>. Ad oggi non è dato sapere se in realtà questo fosse il vero acronimo di Select o se si trattasse di un ingegnoso escamotage pensato dai produttori per aggirare l’assurdo bando fascista.</p>



<h3 class="wp-block-heading">SPRITZ APEROL, COCKTAIL GLOCAL</h3>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="300" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/tempImageHurMa6-480x300.jpg" alt="" class="wp-image-6374" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/tempImageHurMa6-480x300.jpg 480w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/tempImageHurMa6-640x400.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>
</div>


<p><strong>Prima di tutto, parliamo italiano.</strong> E allora se volete uno spritz con l&#8217;Aperol, ordinate&nbsp;<em>Uno&nbsp;Spritz Aperol</em>, e non <em>Un Aperol spritz</em>! Ma se volete camuffarvi tra i lagunari, ordinate piuttosto <em>un spriss Aperol.</em> &nbsp;Si tratta del più noto, e credo l’unico tra gli spritz, che si può facilmente trovare nei cocktail bar di qualsiasi continente.</p>



<p><strong>L’Aperol, nato a Padova un anno prima del Select (1919)</strong>&nbsp;dalle sapienti mani dei fratelli Barbieri, originari di Bassano del Grappa, nel 2003 è stato acquistato dal Gruppo Campari (Milano), proprietario inoltre del marchio Averna. Da allora, tramite una serrata ma poco autentica campagna marketing, è entrato a far parte del menu di ogni cocktail bar del mondo. <strong>Avendo un sapore più dolciastro rispetto al Select, ha incontrato facilmente il gusto della massa</strong>, venendo così elevato ad aperitivo per antonomasia. Sempre mixato con vino bianco e selz e con l’aggiunta di ghiaccio, una fetta di arancia e un’oliva, è il secondo drink più diffuso nell’orario di aperitivo, anche a Venezia, e lo si riconosce per il colore rosso-arancione.&nbsp;</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>RICETTA ORIGINALE DELLO SPRITZ APEROL&nbsp;</strong></h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>3 parti di prosecco (rigorosamente DOC)</li>



<li>2 parti di Aperol</li>



<li>1 parte di selz</li>



<li>1 fettina di arancia</li>



<li>ghiaccio</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading"><figure><img loading="lazy" decoding="async" class="size-homeblog wp-image-6356 alignleft" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/b823fb41-6a9a-45af-b6c7-a6c0ce296398-1-480x300.jpg" alt="" width="480" height="300" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/b823fb41-6a9a-45af-b6c7-a6c0ce296398-1-480x300.jpg 480w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/b823fb41-6a9a-45af-b6c7-a6c0ce296398-1-640x400.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>SPRITZ CAMPARI E I SUOI FRATELLI</h3>



<p>Ultimi, ma non ultimi, vi sono altri tipi comuni di spritz: come il Campari, scelto da chi preferisce sapori più amari o&nbsp;<strong>lo spritz Cynar, ottenuto usando l’omonimo liquore veneziano a base di carciofo. </strong>Avete mai sentito parlare dello spritz China? spritz con China Martini, liquore ottenuto dalla corteccia di China Calissaia.<br>Ecco la ricetta ufficiale pubblicata sul sito <em>Campari.com</em></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>RICETTA ORIGINALE DELLO SPRITZ CAMPARI</strong></h4>



<ul class="wp-block-list">
<li>In calice da vino</li>



<li>3 parti di Prosecco Cinzano DOC</li>



<li>2 parti di campari</li>



<li>Uno splash di soda</li>



<li>guarnire con fetta di arancia</li>
</ul>



<h3 class="wp-block-heading">CONCLUSIONE&nbsp;</h3>



<p>Immagino che adesso avrai molta sete, e quindi c’è una sola cosa che tu possa fare dopo aver letto queste righe: prendi il treno, il treno dei desideri, e vieni da noi, a Venezia!&nbsp;Ti aspettiamo in laguna!</p>



<p>&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="300" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/fede-spritz-480x300.jpg" alt="" class="wp-image-6423" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/fede-spritz-480x300.jpg 480w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/04/fede-spritz-640x400.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>
</div>


<p><span style="background-color: #ff9900;"><strong></strong></span></p>



<p><span style="background-color: #ff9900;"><span style="color: #ffffff;"><strong>AUTORE</strong></span></span><strong><br><span style="color: #ff9900;">Federico &#8211;&nbsp;Streaty Venice</span></strong><br>Guida Turistica abilitata alla professione.<br>Lauretao in Economia per il Turismo presso l&#8217;Università Ca&#8217;Foscari<br>Viaggiatore incallito.&nbsp;<br>Cultore dei sapori Veneti <br>Amante degli aperitivi lagunari.</p>



<h4 class="wp-block-heading">&nbsp;</h4>
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			</item>
		<item>
		<title>Manchester celebra la Meusa!</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/manchester-finest-palermo-street-food/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 11:58:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi l&#8217;avrebbe detto che finalmente, un bel giorno, sarebbe arrivato a Palermo un gentilissimo giornalista che avrebbe scritto un articolo sulla cucina siciliana senza menzionare la mafia? Beh, prima poi quel giorno arriverà. Nel frattempo anche il Manchester&#8217;s Finest celebra lo street food &#160;palermitano senza resistere alla tentazione di menzionare il Padrino.&#160;Comunque, ringraziamo l&#8217;autore del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi l&#8217;avrebbe detto che finalmente, un bel giorno, sarebbe arrivato a Palermo un gentilissimo giornalista che avrebbe scritto un articolo sulla cucina siciliana senza menzionare la mafia? Beh, prima poi quel giorno arriverà. Nel frattempo anche il <em>Manchester&#8217;s Finest</em> celebra lo street food &nbsp;palermitano senza resistere alla tentazione di menzionare il Padrino.&nbsp;<br>Comunque, ringraziamo l&#8217;autore del pezzo, Tim Andelson, per aver condiviso la sua goduriosa esperienza tra i vicoli di Palermo dopo aver partecipato al nostro <a href="https://www.streaty.com/it/street-food-tours/street-food-tour-mattutino-palermo/">Palermo street food tour mattutino</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><figure><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-5818" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.37.08.png" alt="" width="1346" height="878" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.37.08.png 1346w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.37.08-300x196.png 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.37.08-768x501.png 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.37.08-1024x668.png 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.37.08-100x65.png 100w" sizes="auto, (max-width: 1346px) 100vw, 1346px" /></figure></h2>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><span style="color: #ff9900;">MANCHESTER&#8217;S FINEST A PALERMO</span></strong></h2>



<p>Il 19 settembre, Tim Andelson, un inviato del più popolare magazine online di Manchester, sbarca a Palermo e si immerge nei sapori della cucina di strada per realizzare un articolo di grande successo. Un pezzo giornalistico che suona più come un richiamo per i foodies da tutto il mondo, piuttosto che un semplice report sul suo menu vacanziero. <strong>Il Manchester&#8217;s Finest conta oltre 100k followers su Facebook,</strong> insomma, mica Topo Gigio and friends! Il Manchester&#8217;s Finest in Palermo!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff9900;"><strong>AL MERCATO CON STREATY</strong></span></h2>



<p>L&#8217;articolo inizia con una precisazione &#8220;<strong>Non c&#8217;è da avere alcuna paura nell&#8217;esplorazione dei mercati di Palermo, ma meglio andare con una guida per non perdersi alcuna specialità di strada!</strong>&#8220;. Un consiglio netto e diretto, e noi applaudiamo Tim per questo, perchè il mercato è tanto bello, profumato e colorato, ma solo i locali possono regalare il cosiddetto effetto Matrix ai turisti. E anche questa volta, Streaty ha contribuito alla buona riuscita del pezzo guidando Tim per i banchi di street food del centro storico. E anche questa volta, i fritti dei Dainotti hanno lasciato il segno!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff9900;">ARANCINA VS ARANCINO&#8230;ANCHE A MANCHESTER!</span></h2>



<p>Ebben si, anche il Manchester&#8217;s finest dedica qualche riga alla questione Arancina o Arancino? ma Tim calma subito gli animi lasciando intendere che la risposta sta nella qualità e non nel suo nome! Ma Tim merita il caloroso applauso quando tuona perentorio &#8220;<strong>questi sono i veri souvenir da mettere in valigia!</strong>&#8220;. Clap clap clap!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="900" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/sandwich.jpg" alt="" class="wp-image-5819" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/sandwich.jpg 1200w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/sandwich-300x225.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/sandwich-768x576.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/sandwich-1024x768.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/sandwich-100x75.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>
</div>


<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff9900;"><br>MEUSA? FATE A MENO DELLA TRADUZIONE!</span></h2>



<p>&#8220;Meglio assaggiarla prima di conoscere la traduzione in inglese&#8221; eheheh! Tim mette in guardia i lettori inglesi, perchè quando si parla di interiora, non tutti sono pronti a lanciarsi con spirito di avventura. Eppure, dovete sapere che <strong>il panino con la milza è generalmente molto apprezzato tra i clienti stranieri</strong> di Streaty! Quindi, appoggiamo le parole di Tim, soprattutto quanto riporta le sue impressioni palatali, al cospetto del banco dei F.lli Basile, con un sonoro &#8220;offal perfection&#8221;, che possiamo tradurre come &#8220;perfezione budellosa! Tim la sa lunga e aggiunge &#8220;meglio accompagnare la Meusa con qualcosa di forte&#8221;.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="1207" height="927" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.38.44-1.png" alt="" class="wp-image-5840" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.38.44-1.png 1207w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.38.44-1-300x230.png 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.38.44-1-768x590.png 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.38.44-1-1024x786.png 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2021/01/Schermata-2021-01-26-alle-12.38.44-1-100x77.png 100w" sizes="auto, (max-width: 1207px) 100vw, 1207px" /></figure>
</div>


<p></p>



<h2 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff9900;">BROSCIA, PIZZA E SPRITZ, E PER FINIRE&#8230;SFERRACAVALLO!</span></h2>



<p>Ovviamente, quando si parla di dolcezza a Palermo, non si parla mai di coccole e cortesie, bensì della mitica broscia col gelato! Tim esalta il gelato della Gelateria La Kala senza omettere la sua iniziale titubanza <strong>&#8220;lo so che suona un pò strano, brioche col gelato! ma vi assicuro che vi conquisterà!&#8221;</strong>. Ormai mezzo mondo ha celebrato la cucina di strada palermitana, ma quest&#8217;articolo ha qualcosa di nuovo, infatti il Manchester&#8217;s Finest, guidato dalle sagge dita di Tim, celebra anche la pizza palermitana, bisbigliando che &#8220;non è facile trovare una pizza non degna di tal nome!&#8221;. E che dire dello <strong>spritz Siciliano dei Castigamatti che sostituisce l&#8217;Aperol con il liquore al mandarino</strong>. Interessante!<br>Ma Tim va oltre l&#8217;ovvietà e anche oltre i confini del centro storico. Ed ecco che <strong>sulle righe del Manchester&#8217;s Finest appare anche il borgo marinaro di Sferracavallo</strong>, ma non per rimarcare la bellezza del suo panorama, piuttosto per esaltare la bontà dei frutti di mare del Rìstorantino da Michele.</p>



<p>Leggi l&#8217;articolo per intero: <a href="https://www.manchestersfinest.com/from-mcr-to/from-mcr-to-eating-palermo-sicily/">Manchester&#8217;s Finest Street food in Palermo with Streaty</a></p>
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		<title>Origini della Forchetta</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/origini-della-forchetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 16:10:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Utensile indispensabile e immancabile sulle nostre tavole, ma cosa sapete sulle sue origini? Scopriamolo in questo articolo! E se ti piace mangiare con le mani, partecipa ai nostri street food tours di Venezia 🙂 La Storia Già ai tempi dell&#8217;impero Romano nelle case delle famiglie più ricche si usava uno strumento chiamato “lingula”, uno spillone [&#8230;]</p>
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<p>Utensile indispensabile e immancabile sulle nostre tavole, ma cosa sapete sulle sue origini? Scopriamolo in questo articolo! E se ti piace mangiare con le mani, partecipa ai nostri <a href="https://www.streaty.com/it/city/street-food-tour-venezia/">street food tours di Venezia</a> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>



<h3 class="wp-block-heading">La Storia</h3>



<p>Già ai tempi dell&#8217;impero Romano nelle case delle famiglie più ricche si usava uno strumento chiamato “lingula”, uno spillone a due punte usato per trattenere le pietanze mentre la servitù le affettava con il coltello. La forchetta come la conosciamo oggi sembra essere stata inventata dai Bizantini: alcuni reperti dimostrano che già nel X secolo era ampiamente utilizzata ad Istanbul un&#8217;evoluzione della lingula romana, sempre a due rebbi ma più simile alla nostra moderna forchetta.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="846" height="658" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2020/10/Paolo_Veronese_-_The_Marriage_at_Cana_detail_-_WGA24861.jpg" alt="" class="wp-image-5489" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/10/Paolo_Veronese_-_The_Marriage_at_Cana_detail_-_WGA24861.jpg 846w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/10/Paolo_Veronese_-_The_Marriage_at_Cana_detail_-_WGA24861-300x233.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/10/Paolo_Veronese_-_The_Marriage_at_Cana_detail_-_WGA24861-768x597.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/10/Paolo_Veronese_-_The_Marriage_at_Cana_detail_-_WGA24861-100x78.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 846px) 100vw, 846px" /></figure>
</div>


<p></p>



<h3 class="wp-block-heading">Venezia: arriva la forchetta!</h3>



<p>Beh è proprio grazie ad una principessa Bizantina che la forchetta giunse a Venezia per la prima volta e venne poi diffusa nel resto d&#8217;Europa! La principessa si chiamava Maria Argyropoulaina e nel 1004, a diciassette anni, sposò Giovanni Orseolo, figlio del Doge Pietro II. Le nozze vennero celebrate prima a Costantinopoli e, qualche giorno dopo, gli sposi giunsero in laguna dove i festeggiamenti sarebbero proseguiti con un altro sontuoso banchetto.<strong> A quell&#8217;epoca era d&#8217;uso mangiare con le mani, i Veneziani non conoscevano il raffinato galateo dei Bizantini.</strong> Potete immaginare lo stupore generale quando, durante il banchetto, Maria estrasse un astuccio contenente una forchetta dorata che usò per portare il cibo alla bocca e non sporcarsi. Nessuno aveva mai visto un oggetto del genere, lo shock fu tale che il comportamento della principessa venne etichettato come peccaminoso da parte dei preti presenti. <strong>La chiesa giudicò la forchetta come simbolo del diavolo</strong>, le ragioni di questo accanimento sono dovute ai rapporti “bellicosi” che all&#8217;epoca esistevano tra Chiesa di Roma e Chiesa Ortodossa, ogni innovazione proveniente da Bisanzio veniva bollata come peccaminosa e ispirata dal demonio, queste tensioni sfoceranno poi nello scisma del 1054. L&#8217;opinione negativa della chiesa bloccherà la diffusione della forchetta: per almeno altri 5 secoli si continuerà a mangiare con le mani. La principessa Maria, la prima “importatrice” di questo utensile, qualche anno dopo le nozze si ammalò di peste e morì assieme al figlio appena nato, questo venne interpretato come un segno della collera divina. La stessa sorte toccò ad un&#8217;altra principessa bizantina, Theodora, moglie del doge Domenico Silvio, anche lei usava la forchetta a tavola ed era severamente criticata. Si ammalò a causa di un&#8217;infezione e morì dopo una prolungata agonia, anche in questo caso interpretata come punizione divina per il suo lussurioso peccato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="357" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2020/10/511rkX-qTxL._AC_SY400_.jpg" alt="" class="wp-image-5483" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/10/511rkX-qTxL._AC_SY400_.jpg 500w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/10/511rkX-qTxL._AC_SY400_-300x214.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/10/511rkX-qTxL._AC_SY400_-100x71.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</div>


<p></p>



<h3 class="wp-block-heading">Forchetta finalmente benedetta!</h3>



<p>Fortunatamente, nel corso dei secoli, il giudizio sulla forchetta diventò meno severo. Nelle corti Europee si iniziò a considerare l&#8217;uso del mangiare con le mani come un gesto poco educato, presentarsi in società con le mani unte e sporche era inammissibile. <strong>A partire dal 1500 la forchetta inizierà timidamente ad essere introdotta sulle tavole</strong> della nobiltà e, successivamente, anche la popolazione cittadina inizierà ad usarla. Il giudizio della Chiesa su questa posata divenne meno severo, la forchetta restò comunque bandita all&#8217;interno di monasteri e conventi. Bisognerà aspettare il 1700 per arrivare alla forma definitiva della forchetta come la conosciamo oggi: con 4 rebbi. Sembra sia stata ideata a Napoli, presso la corte dei Borbone, per facilitare la presa degli spaghetti!</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Curiosità filologiche</strong></h3>



<p>Un&#8217;ultima curiosità:&nbsp; in greco “peiro” significa infilzare; la forchetta a Bisanzio era chiamata “piruni”, in dialetto Veneto tradotto con “pirón”. Un&#8217;altra testimonianza di come la posata sia stata importata dai Bizantini grazie agli stretti legami di Venezia con l&#8217;Oriente.</p>



<p>Ne è passato di tempo dal banchetto di nozze della principessa Maria, oggi la forchetta è diventata un utensile indispensabile, ha cambiato forma e materiale nel corso dei secoli. Ad esempio, <strong>le moderne forchette in acciaio inossidabile sono state prodotte per la prima volta un centinaio di anni fa</strong>. La prossima volta che apparecchiate la tavola pensate alla storia di questa posata!</p>
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		<title>Lime, Limone o&#8230;Verdello?</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/lime-limone-o-verdello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2020 15:17:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È fine agosto &#8211; inizio settembre, il caldo estivo non dà tregua, molte zone della Sicilia sono aride, le ferula è legnosa e non scorre linfa nel suo tronco, il lentisco si riempie di piccole bacche rosse e i vitigni offrono dolci acini agli esploratori di passaggio. È proprio in questo periodo dell&#8217;anno che gironzolando [&#8230;]</p>
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<p>È fine agosto &#8211; inizio settembre, il caldo estivo non dà tregua, molte zone della Sicilia sono aride, le ferula è legnosa e non scorre linfa nel suo tronco, il lentisco si riempie di piccole bacche rosse e i vitigni offrono dolci acini agli esploratori di passaggio.</p>



<p>È proprio in questo periodo dell&#8217;anno che gironzolando per il mercato della Pescheria insieme ai miei amici viaggiatori dello <a href="https://www.streaty.com/it/street-food-tours/street-food-tour-mattutino-catania/">street food tour mattutino di Catania</a>, immersi fra i fichi, le sbergie, le angurie, i meloni e i fichi d’India mi sento spesso domandare: ma questo è un l​ime​? No, no questo è limone! Ma non può essere! Mi dicono, e invece sì, è il Verdello di Sicilia. Non è terra di lime questa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Forzature profumate</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_0606.jpeg" alt="" class="wp-image-13781"/></figure>



<p><span style="color: #ff9900;"><strong>I limoni gialli in estate non si trovano</strong></span>, ma non ci facciamo mancare lo stesso questo frutto fondamentale ai nostri seltz del chiosco. Vi sembrerà una forzatura! Beh, in effetti è così. Per produrre il Verdello, la pianta di limone viene sottoposta a una forzatura, ciò ci permette di avere limoni 366 giorni l&#8217;anno, sì 366 perché anche in questo bisesto funesto le bancarelle del signor Finocchiaro, di Giovanni e Melina, dei Gemelli, del signor Finicchio sono colme di profumatissimi verdelli.</p>



<p><span style="color: #ff9900;"><strong>La cosiddetta ​“forzatura”​ consiste nel forzare appunto artificialmente la fioritura estiva del limone</strong></span>, lasciando la pianta alla secca, senza acqua, per poco più di un mese, solitamente è il giorno di San Giovanni, il 24 giugno, che stabilisce la sospensione dell’irrigazione. Mio padre mi ricorda come il fiore che caratterizza questo periodo a Giarre (CT) venga chiamato proprio zagara di san Giuvanneddu. Quindi dopo più di un mese di sofferenza idrica, a fine luglio, la pianta viene all&#8217;improvviso irrigata abbondantemente con aggiunta anche di concime azotato, per spingere alla fioritura i nuovi germogli, in questo modo l’anno successivo, in piena estate, quando in teoria limoni non se ne producono, si potranno raccogliere gli abbondantissimi limoni che rimangono verdi, i Verdelli appunto. Inoltre per conservarli più a lungo c&#8217;è un trucchetto che consiste nel tagliare insieme al frutto anche il pezzetto di ramo su cui è cresciuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verdelli si nasce</h2>



<p>Questa particolare produzione si ottiene solitamente con la varietà di limone chiamatoffemminello ed è tipica, ma non esclusiva, delle coltivazioni della val di Noto, ovvero a sud-est dell’Etna, una zona che va dal Siracusano al Catanese, da luglio fino a ottobre il Verdello regna incontrastato. All’ingresso del paese stesso di Aci Catena, dove vivo io, si legge: benvenuti ad Aci Catena, città del limone verdello e non potevo non dedicare il mio primo articolo a questo frutto dal colore verde molto intenso, confondibile in effetti con il lime, <span style="color: #ff9900;"><strong>il verdello presenta una buccia più sottile rispetto al limone giallo, è molto succoso e meno acido (a differenza del lime), quindi più dolce rispetto al tradizionale limone.&nbsp;</strong></span>Dopotutto la Sicilia è terra di agrumi, la famosa Conca d&#8217;Oro di Palermo è chiamata così proprio per il colore giallo intenso dei campi a coltivazione di limone.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="1440" height="1080" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2020/09/limoncello.jpg" alt="" class="wp-image-5452" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/09/limoncello.jpg 1440w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/09/limoncello-300x225.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/09/limoncello-768x576.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/09/limoncello-1024x768.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/09/limoncello-100x75.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Voce del verbo &#8220;scozzolare&#8221;</h2>



<p>Quella del Verdello non è l&#8217;unica produzione forzata da cui derivano frutti un po’ tipici e un po’ insoliti. Esistono anche molti innesti e manipolazioni che vengono fatti alle piante per ottenere frutti diversi, ibridi più grossi, più succosi, con meno semi o che possono avere l’aspetto di un’anguria ma il gusto di un ananas, parliamo del curioso caso del cocomero giallo di Aragona, in provincia di Agrigento! Fra gli altri ricordiamo anche i fichi d&#8217;India di seconda fioritura, i fioroni, ma in Sicilia chiamati proprio per questo bastardoni, in questo caso grazie alla tecnica della <span style="color: #ff9900;"><strong>“scozzolatura”, ovvero l&#8217;eliminazione manuale dei primi frutti di maggio/giugno</strong></span>, viene indotta la crescita di una seconda fruttificazione di fichi d&#8217;india che saranno più grossi, più succosi e a volte con meno semi. O ancora la noce pesca di cui molti catanesi sono ghiotti, liscia e non vellutata come la pesca, con una polpa più simile alla mela e meno filamentosa della pesca o la percoca, incrocio fra pesca e albicocca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Liquore al Verdello. Ecco la nostra ricetta!</h2>



<p>Insomma, a Catania e in generale in Sicilia abbiamo talmente tanti frutti e soprattutto limoni che ce li potremmo tirare addosso e fare concorrenza al Carnevale di Ivrea. Ma non ve lo consigliamo, oggi invece noi vi consigliamo di usarli per preparare un gustosissimo e freschissimo l​iquore al Verdello​.</p>



<p>Gli ingredienti sono molto semplici, il segreto sta ovviamente nel tempo necessario a produrlo, circa 2 mesi:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>scorza di 6 verdelli ben puliti 5 dl di alcool a 90 gradi</li>



<li>400 gr di zucchero</li>



<li>8 dl di acqua</li>
</ul>



<p><strong>Procedimento</strong></p>



<ol class="wp-block-list">
<li>In un recipiente mettete le scorze con l’alcool, chiudete ermeticamente e lasciate macerare per 15 giorni</li>



<li>Dopo 15 gg, filtrate il liquido e preparate uno sciroppo con lo zucchero e 8 dl di acqua.</li>



<li>Una volta raffreddatosi lo sciroppo miscelatelo con l’alcool; chiudete nuovamente il recipiente e conservate il preparato in luogo buio e asciutto per venti giorni.</li>



<li>A questo punto filtrate il liquore, imbottigliatelo e aspettate 1 mese prima di servirlo freddo.</li>
</ol>



<p>Buon verdello a tutti!</p>



<p><em><strong>Agata (guida Streaty Catania)</strong></em></p>
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		<title>Dribbla le Trappole Veneziane per turisti!</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/dribbla-le-trappole-veneziane-per-turisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2020 10:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venezia è la seconda città più visitata d&#8217;Italia, prima dell&#8217;emergenza Covid-19 i visitatori annuali erano circa 28 milioni, questa cifra esorbitante ha portato ad una quasi monocultura del tursimo che ha trasformato la città. Questo è una delle motivazioni che trainano il nostro lavoro da guide turistiche. Un walking tour gastronomico di Venezia non è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Venezia è la seconda città più visitata d&#8217;Italia, prima dell&#8217;emergenza Covid-19 i visitatori annuali erano circa 28 milioni, questa cifra esorbitante ha portato ad una quasi monocultura del tursimo che ha trasformato la città. Questo è una delle motivazioni che trainano il nostro lavoro da guide turistiche. Un <a href="https://www.streaty.com/it/city/street-food-tour-venezia/">walking tour gastronomico di Venezia</a> non è solo un percorso piacevole ed istruttivo, ma è soprattutto un&#8217;esperienza veneziana senza filtri!</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="1440" height="1080" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/20190418_191251.jpg" alt="" class="wp-image-5297" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/20190418_191251.jpg 1440w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/20190418_191251-300x225.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/20190418_191251-768x576.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/20190418_191251-1024x768.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/20190418_191251-100x75.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></figure>
</div>


<p></p>



<p>Negli ultimi decenni c&#8217;è stato un significativo aumento di negozi di souvenir, cibo da asporto, caramelle gommose, t-shirt stampate&#8230;ma in tutto questo dov&#8217;è rimasta l&#8217;identità di Venezia? Una recente delibera dell&#8217;amministrazione comunale impone che per i prossimi 3 anni, vengano aperte solo attività tradizionali legate all&#8217;artigianato, l&#8217;arte, la moda di alta gamma, antiquariato, ma anche librerie e gioiellerie. Andiamo a noi, il punto è che oggi è difficile per un turista districarsi tra i vari ristoranti, bar, negozi e riuscire a riconoscere quelli autentici dove poter trovare il vero spirito di Venezia. Ecco alcuni consigli per non cadere nelle numerose trappole per turisti :</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ristoranti e bar Veneziani: cosa sapere</h2>



<p><span style="color: #ff9900;"><strong>State alla larga dai posti con il menù esposto a caratteri cubitali e tradotto in diverse lingue</strong></span>,&nbsp; con piatti e bibite illustrati in giganti fotografie e il cameriere appostato per adescare commensali; di solito in questi locali il livello di cucina è mediocre, le pietanze vengono spesso estratte dal congelatore e scaldate in microonde&#8230;niente a che vedere con la cucina italiana! Il menu della trattoria o dell&#8217;osteria veneta è semplice, breve, con pochi piatti che cambiano spesso a seconda degli ingredienti stagionali. Come sempre, il consiglio è quello di avventurarsi tra le calli più nascoste, oppure&#8230;oppure seguire la maglia a righe di un gondoliere! Infatti, è credenza popolare che i gondolieri conoscano le migliori cucine della laguna. Altro campanello d&#8217;allarme sono i prezzi esposti, soprattutto quelli dell&#8217;amato spritz. <strong><span style="color: #ff9900;">Ricordate: lo spritz a Venezia non viene considerato un cocktail, ma una bevanda tradizionale.</span> </strong>Il costo può variare dai 2/2,5€ del bacaro ai 5€ dei locali più esclusivi dove vengono serviti aperitivi sfiziosi; se il prezzo è più alto di 5€ e non siete in riva al Canal Grande o in un hotel di lusso&#8230;ecco, quello è un locale per turisti! Unica eccezione per il discorso prezzi è ovviamente piazza San Marco; un caffè qui potrà costarvi fino ad 8€ ma lo state bevendo seduti in uno dei salotti più belli del mondo, in ambienti frequentati da Goldoni, Casanova, d&#8217;Annunzio, Dumas, Proust, Byron&#8230;uno sfizio da concedersi almeno una volta nella vita!</p>



<p><strong><span style="color: #ff9900;">Lo spazio è da sempre uno dei problemi principali a Venezia, e allora la tua ricerca su &#8220;dove mangiare a Venezia&#8221; si trasformerà in un &#8220;dove sedersi per mangiare a Venezia&#8221;!</span></strong> Infatti, &nbsp;locali storici e autentici sono di solito di piccole dimensioni, i ristoranti hanno pochi tavoli (consigliata la prenotazione) e nei bar difficilmente si trova posto a sedere, per questo spesso la folla di clienti si raduna in piedi nelle vicinanze del locale, lo stesso vale per pasticcerie e caffè.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Shopping Responsabile</h2>



<p>I classici souvenir da comprare a Venezia sono una maschera o qualche oggetto in vetro, ma anche qui bisogna stare attenti perché la fregatura è dietro l&#8217;angolo! Da evitare assolutamente i negozi che vendono un po&#8217; di tutto, stile bazar. Se vedete esposti maschere, calamite, cartoline, braccialetti con perle in vetro dalla forma molto simile, diffidate, difficilmente saranno stati prodotti a Venezia. I negozi “affidabili” di solito vendono solo un tipo di prodotto. Ad esempio, i negozi di maschere avranno esposte solo maschere, di diversa forma e decorazione e fatte in cartapesta quindi molto leggere al tatto, il prezzo parte dai 15-20€ per una mascherina semplice e poi aumenta in base alle decorazioni usate. <span style="color: #ff9900;"><strong>Ogni maschera è accompagnata dal certificato di autenticità</strong></span> che ne certifica qualità e provenienza. Allora, siate pronti a spendere qualcosina in più, cosi facendo, non solo acquisterete roba di qualità, ma soprattutto darete un contributo importante alle attività tradizionali veneziane. Questo è quello che intendiamo per &#8220;shopping responsabile&#8221;. <a href="https://www.camacana.com/it/">Ca&#8217;Macana</a> è una delle attività che meritano la vostra visita!</p>



<p>Alcuni negozi organizzano anche dei workshop, se avete buone capacità manuali potete portare a casa la vostra maschera personalizzata! Per quanto riguarda gli oggetti in vetro, una buona strategia può essere andare direttamente nell&#8217;isola di Murano. Qui potete visitare le fornaci e vedere i maestri vetrai all&#8217;opera, il prezzo di solito è leggermente inferiore rispetto ai negozi di Venezia e c&#8217;è la possibilità di scovare qualche vero affare perchè spesso in esposizione si trovano articoli difettati o di fine produzione che si possono portare a casa ad un prezzo davvero conveniente. <span style="color: #ff9900;"><strong>A Venezia, come per le maschere, i veri negozi di vetro di Murano vendono solo oggetti in vetro</strong></span>&#8230;il trucco per capire la qualità del vetro è quello di guardare colore e trasparenza, il vetro di murano è brillante e trasparente, se è opaco significa che sono state usate sostanze scadenti per produrlo ed è quindi di importazione. Anche i piccoli difetti come bollicine, increspature, dettagli che sono leggermente diversi, indicano la lavorazione a mano; al contrario, dei prodotti perfettamente identici sono frutto di lavorazione industriale. <span style="color: #ff9900;"><strong>Anche per braccialetti e collane c&#8217;è un piccolo trucco:</strong> </span>le perle di vetro di murano, se lanciate a terra, rimbalzano come una pallina, non si rompono perchè le alte temperature e le tecniche con le quali sono state lavorate le hanno rese molto resistenti&#8230;purtroppo questo non è sempre verificabile in negozio!</p>


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<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="3872" height="2592" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/walk.jpg" alt="" class="wp-image-5306" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/walk.jpg 3872w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/walk-300x201.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/walk-768x514.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/walk-1024x685.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/07/walk-100x67.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 3872px) 100vw, 3872px" /></figure>
</div>


<p></p>



<p>In sintesi, <strong><span style="color: #ff9900;">per vivere Venezia e scoprirne l&#8217;autenticità basta solo fare un po&#8217; di attenzione, cercate i posti più nascosti,</span></strong> negli angoli più caratteristici e non rimarrete delusi. Staccatevi dalle folle e vagabondate per le calli più strette, perdendovi in questo labirinto potrete scoprire dei veri e propri tesori! Evitate le trappole per turisti a Venezia, viaggiate responsabilmente e soprattutto, in alto i calici, alla Vostra salute!</p>
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		<title>La città sull&#8217;acqua senza l&#8217;acqua</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/la-citta-sullacqua-senza-lacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2020 08:34:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passeggiando per Venezia noterete che al centro di ogni campo, o nelle calli più larghe, ci sono delle costruzioni in pietra bianca di forma circolare e con una copertura in metallo; sono le vere da pozzo veneziane. Li trovate al centro dei cosiddetti &#8220;campi&#8221;, si, perché si tratta di quelli che furono campi agricoli! Ecco [&#8230;]</p>
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<p>Passeggiando per Venezia noterete che al centro di ogni campo, o nelle calli più larghe, ci sono delle costruzioni in pietra bianca di forma circolare e con una copertura in metallo; sono le vere da pozzo veneziane. Li trovate al centro dei cosiddetti &#8220;campi&#8221;, si, perché si tratta di quelli che furono campi agricoli! Ecco la differenza tra &#8220;campo&#8221; e &#8220;piazza&#8221; a Venezia. Ed ecco la differenza tra una visita a Venezia fai da te ed una visita in compagnia locale che ne svela tutti i segreti! Che dici di combinare questa magia con quattro morsi e quattro sorsi? dai un&#8217;occhiata ai nostri<a href="https://www.streaty.com/it/city/street-food-tour-venezia/"> tour gastronomici di Venezia</a>!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si vede ma non si beve</h2>



<p>L&#8217;approvvigionamento dell&#8217;acqua potabile è sempre stato un problema per Venezia, l&#8217;acqua dei canali è salata e non ci sono sorgenti nelle isole della laguna; Venezia è infatti una città che, come dice lo storico Marin Sanudo “è in acqua ma non ha acqua”. All&#8217;epoca dei primi insediamenti l&#8217;acqua potabile era importata a Venezia dalle sorgenti della terraferma; con l&#8217;aumentare della popolazione questa operazione divenne estremamente costosa, ecco perché il vino andava per la maggiore! Quindi si decise di iniziare a costruire delle cisterne per raccogliere l&#8217;acqua piovana. L&#8217;aspetto esterno è simile a quello di un pozzo ma il loro funzionamento è diverso, vengono costruite scavando un buco della profondità di circa 3-4 metri, viene rimossa la terra in eccesso e il fondo è coperto da uno strato di argilla per impedire le infiltrazioni. Lo scavo viene infine riempito di sabbia di fiume che funziona come un filtro naturale, l&#8217;acqua piovana è raccolta attraverso dei tombini posti sulla superficie, la sabbia ne filtrava le impurità e lasciava passare solo l&#8217;acqua pulita che veniva poi accumulata al centro della cisterna. L&#8217;acqua era infine raccolta dai residenti della zona attraverso un sistema di carrucole, i popolani usavano le vere da pozzo pubbliche, mentre le famiglie nobiliari avevano le proprie cisterne private all&#8217;interno dei loro palazzi. All&#8217;inizio del 1300 a Venezia si contavano un centinaio di vere da pozzo, nel 1800 ne erano presenti circa 7000, oggi ce ne sono circa 600, non più funzionanti e con solo scopo decorativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pozzi da Confraternita</h2>



<p>Le vere da pozzo sono realizzate in pietra d&#8217;Istria, che le rende molto resistenti all&#8217;erosione e spesso sono decorate con motivi astratti oppure con iscrizioni o bassorilievi relativi alla famiglia nobiliare o alla Scuola che ne aveva finanziato la realizzazione. Le Scuole a Venezia erano delle confraternite di laici che si riunivano in nome di Gesù, della Madonna o di un Santo Patrono e svolgevano azioni di carità e assistenza ai bisognosi. Una delle Scuole più importanti era quella dedicata a Santa Maria della Misericordia, nel sestiere di Cannaregio. Sorta nel 1300 su un&#8217;isola chiamata Val verde, questa confraternita fu molto influente nella vita sociale di Venezia, costruì molte strutture e finanziò il pozzo (nella foto) situato in campo dell&#8217;Abbazia. Questa vera da pozzo costruita nel 1300 in pietra d&#8217;Istria è decorata su tre lati con bassorilievi che rappresentano membri della confraternita inginocchiati con in mano il simbolo della scuola, la sigla SMV (Santa Maria Valverde). Se vedete questa sigla su altri edifici a Venezia, significa che la loro costruzione è stata finanziata dalla stessa confraternita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Acquaroli e piovan</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="2046" height="2267" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/foto-4-IMG_1547-1.jpg" alt="" class="wp-image-5153" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/foto-4-IMG_1547-1.jpg 2046w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/foto-4-IMG_1547-1-271x300.jpg 271w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/foto-4-IMG_1547-1-768x851.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/foto-4-IMG_1547-1-924x1024.jpg 924w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/foto-4-IMG_1547-1-90x100.jpg 90w" sizes="auto, (max-width: 2046px) 100vw, 2046px" /></figure>
</div>


<p></p>



<p>L&#8217;acqua raccolta nelle vere da pozzo era molto preziosa per la città; la loro gestione, per evitare gli sprechi, era di solito affidata al parroco della chiesa più vicina, in dialetto veneziano il parroco è il <em>piovan</em>, letteralmente l&#8217;uomo della pioggia, essi avevano il compito di aprire le cisterne per l&#8217;approvigionamento d&#8217;acqua la mattina presto e di richiuderle al tramonto. Nel 1500 la richiesta d&#8217;acqua era talmente elevata che le vere da pozzo non erano più sufficienti e si iniziò nuovamente ad importare l&#8217;acqua dalla terraferma. <strong>Questo servizio era gestito dagli <em>acquaroli</em>, che caricavano l&#8217;acqua potabile sulle loro barche e la rivendevano in città.</strong> L&#8217;acquedotto arriverà a Venezia solo nel 19 secolo, in questo periodo vengono anche posizionate le numerose fontanelle in ghisa che tutt&#8217;ora si possono trovare in città.</p>



<h2 class="wp-block-heading">2020 bevetela e godetevela</h2>



<p>L&#8217;acqua di queste fontane è gratis, potabile, pulita e a km 0, sempre controllata e quindi ottima per ricaricare borracce e bottigliette e dare una mano all&#8217;ambiente evitando lo spreco di plastica, usatele durante le vostre passeggiate a Venezia. Se andate sul sito di Veritas, la società che si occupa di fornitura e controllo dell&#8217;acqua, potete trovare una mappa con la collocazione di tutte le fontanelle in città. <strong>L&#8217;acqua di Venezia è una tra le migliori in Italia,</strong> costantemente monitorata; viene pompata direttamente da falde sotterranee della terraferma oppure proviene dai fiumi che confluiscono nella laguna, in questo caso viene prima filtrata e pruficata. Spesso le fontane sono a getto continuo per evitare che l&#8217;acqua si surriscaldi e accumuli carica batterica, l&#8217;acqua non utilizzata non viene sprecata, viene raccolta, filtrata e messa nuovamente in circolo. Durante l&#8217;inverno molte fontane vengono chiuse per evitare il congelamento delle tubature, sono nuovamente funzionanti a primavera.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="2000" height="1500" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/IMG_20200605_095045.jpg" alt="" class="wp-image-5145" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/IMG_20200605_095045.jpg 2000w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/IMG_20200605_095045-300x225.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/IMG_20200605_095045-768x576.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/IMG_20200605_095045-1024x768.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2020/06/IMG_20200605_095045-100x75.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></figure>
</div>


<p></p>



<p>Le fontanelle sono una risorsa indispensabile durante gli afosi mesi estivi, una pausa rinfrescante anche per i nostri amici a quattro zampe! Alcune fontanelle sono collocate vicino o all&#8217;interno di una vera da pozzo, altre nei giardini pubblici, altre ancora nelle calli più nascoste&#8230;potete sempre chiedere ad una guida Streaty! Nella maggior parte delle fontane, l&#8217;acqua sgorga dalla bocca di un leone, simbolo della Serenissima, utilizzatele durante la vostra visita a Venezia, date una mano all&#8217;ambiente e aprofittate di questa risorsa gratuita in città!</p>



<p><em>Articolo scritto dalla guida Streaty Alice Elettra Dalla Palma</em></p>
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		<title>Vini dell&#8217;Etna: 5 cose da sapere</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/vini-delletna-5-cose-da-sapere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2020 09:48:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per il suo clima estremo ed il suo terroir unico, l’Etna può essere considerata “un’isola nell’isola”, con un paesaggio affascinante (che potremmo definire lunare, fatto) di vigneti piantati su terrazze in pietra lavica, allevati secondo il tradizionale metodo ad alberello, sulle pendici del vulcano attivo più alto d’Europa.&#160;Nonostante rappresentino solo il 5% della produzione vinicola [&#8230;]</p>
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<p><span style="font-weight: 400;">Per il suo clima estremo ed il suo terroir unico, l’Etna può essere considerata “un’isola nell’isola”, con un paesaggio affascinante (</span><span style="font-weight: 400;">che potremmo definire lunare, fatto</span><span style="font-weight: 400;">) di vigneti piantati su terrazze in pietra lavica, allevati secondo il tradizionale metodo ad alberello, sulle pendici del vulcano attivo più alto d’Europa.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">Nonostante rappresentino solo il 5% della produzione vinicola siciliana, i vini dell’Etna hanno riscosso attenzione per il loro carattere vivace e la loro autenticità. &nbsp;</span></p>



<h4 class="wp-block-heading"><b>E vino fu! le origini</b></h4>



<p><span style="font-weight: 400;">La storia della viticoltura etnea è un fatto antico e moderno. <strong>I Greci furono i primi ad introdurre la vite nell’ VIII sec. A.c. Chiamavano il vino “il nettare degli dei”, e si dilettavano a berlo durante i famosi </strong></span><strong><i>symposia</i></strong><span style="font-weight: 400;"> (litt. “bere insieme”), banchetti che includevano musica, danze e recitazione di poesie.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">Per secoli i vigneti furono coltivati alle pendici dell’Etna utilizzando le stesse tecniche e gli stessi vitigni presenti sul territorio, ma il vino veniva commercializzato come </span><i><span style="font-weight: 400;">“vino da tavola”</span></i><span style="font-weight: 400;"> per tagliare vini Francesi e Piemontesi, apportando volume ed intensità colorante.</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Circa vent’anni fa l’Etna è esplosa: ci si è accorti dell’immenso potenziale dei suoi vini e molti imprenditori hanno iniziato ad affacciarsi sul panorama etneo, acquistando terreni e richiamando enologi di fama internazionale.</strong> Tra i protagonisti di questa rinascita vanno citati Andrea Franchetti dell’azienda Passopisciaro e Marco de Grazia di Tenuta delle Terre Nere, le cui aziende producono ed esportano oggi oltre 350.000 bottiglie all’anno. Nell’ultimo ventennio più di 100 produttori hanno deciso di seguire il loro esempio, offrendo interpretazioni alternative del Nerello e del Carricante, per soddisfare ogni palato.</span></p>



<h4 class="wp-block-heading"><b>Un terroir unico</b></h4>



<p><span style="font-weight: 400;">Ci imbattiamo in questa parola ad ogni degustazione, la troviamo scritta sul retro delle etichette dei vini che acquistiamo. Ma cosa vuol dire davvero “terroir”? Il termine deriva dal latino “terra” ed indica la combinazione di suolo, clima e sapienza dell’uomo, nel creare un ambiente idoneo alla crescita della vite. E l’Etna ha un terroir davvero unico.</span></p>



<p><strong>I suoi vigneti sono tra i più alti dell’Europa continentale &#8211; pensate che alcune contrade superano i 1000 metri di altitudine!</strong><span style="font-weight: 400;"> Crescono sulle pendici di un vulcano attivo, esposti a condizioni climatiche estreme: maggiore esposizione al sole, precipitazioni da 6 a 10 volte maggiori che nel resto della Sicilia, escursioni termine oltre i 30 gradi. Ma la chiave sta nei suoi suoli, originati dalla lenta degradazione della roccia lavica in cenere e sabbia vulcanica, che conferiscono ai vini una spiccata mineralità. Tutto lavoro esclusivamente manuale, affidato alla sapienza dei viticoltori etnei.</span></p>



<h4 class="wp-block-heading"><b>Etna DOC dal 1968</b></h4>



<p><span style="font-weight: 400;">I vini etnei sono stati i primi ad ottenere la certificazione DOC nel 1968. La zona di produzione si estende da Biancavilla a Randazzo, formando un semicerchio attorno al vulcano e comprende 21 comuni tra i 400 ed i 1.000 metri di altitudine. Il disciplinare include le varianti Etna Bianco, Etna Bianco Superiore, Etna Rosato, Etna Rosso e Riserva ed Etna Spumante.&nbsp;</span><span style="font-weight: 400;">Ottenuti esclusivamente da varietà autoctone, Nerello mascalese e Nerello cappuccio per i rossi, e Carricante per i bianchi, <strong>i vini dell’Etna sono caratterizzati da una sorprendente freschezza ed una spiccata mineralità, che ricorda i pregiati vini di Borgogna.</strong> Non sorprende che negli ultimi anni, l’Etna si sia guadagnata l’appellativo di “Borgogna del Mediterraneo”.&nbsp;</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Il simbolo della viticoltura etnea è il Nerello Mascalase, vitigno a bacca rossa della piana di Mascali, ristretta zona agricola tra il mare e l’Etna. Al pari del suo cugino francese, il Pinot Nero, presenta un colore rosso rubino leggermente scarico, per la bassa carica antocianica, ed un caratteristico aroma di ciliegia ancora aspra, e sentori minerali, ematici, vulcanici.&nbsp; Secondo il disciplinare del 1968, il Nerello Mascalese è la base dell’Etna Rosso DOC, di cui rappresenta almeno l’80% del blend, mentre il restante 20% è composto dal Nerello Cappuccio. In passato i due vitigni venivano piantati e vendemmiati insieme ed i vigneti più antichi sono ancora misti. Se chiedete ad un anziano contadino che tipo di vitigni alleva, vi risponderà semplicemente “i vitigni dell’Etna”.&nbsp;</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;"><strong>Se è vero che la maggior parte della produzione si orienta verso i Rossi, anche i Bianchi meritano una menzione particolare.</strong> Il blend include minimo 60% di Carricante &#8211; 80% per la variante Superiore, prodotto esclusivamente nell’area di Milo. Il “Pietramarina” della storica cantina Benanti ha ottenuto la nomination tra i migliori bianchi d’Italia! Vi basterà un sorso per percepirne la mineralità e scoprirne la salinità, tipica del Carricante del versante est. </span><span style="font-weight: 400;">Provatelo all’ aperitivo, accompagnato da mandorle leggermente tostate, o in abbinamento ad una frittura di pesce, per apprezzarlo a pieno. L’Etna Bianco è un vino con uno straordinario potenziale di invecchiamento: nel tempo sviluppa quei curiosi sentori tra la pietra focaia e il petrolio, caratteristici dei Riesling.</span></p>



<h4 class="wp-block-heading"><b>Paesaggi etnei</b></h4>



<p>Uno dei tratti più affascinanti della viticoltura etnea sono indubbiamente i suoi paesaggi: un teatro di vigneti terrazzati piantati secondo il tradizionale metodo ad alberello, sorretti da pali di castagno. I terrazzamenti in nera pietra lavica sono il tratto distintivo del territorio etneo con pendii scoscesi cinti da muri di contenimento. <span style="font-weight: 400;"><strong>Anticamente la vinificazione avveniva nei “palmenti”</strong></span><span style="font-weight: 400;"><strong>, anch’essi realizzati in pietra lavica.</strong> Il principio era semplice: si sfruttava la gravità per produrre il vino. I “vinnignaturi” pigiavano le uve a piedi nudi ed il succo veniva canalizzato all’interno di tini di fermentazione. Infine, bucce, raspi e semi venivano pressati mediante l’uso di un grande torchio in legno, detto conzu.&nbsp;</span></p>



<p><span style="font-weight: 400;">Oggigiorno i metodi di produzione sono cambiati, ed i palmenti non vengono più utilizzati per la vinificazione, ma alcuni produttori hanno deciso di restaurare le antiche strutture creando musei o moderne cantine, come ha fatto l’azienda Palmento Costanzo di Passopisciaro mediante il restauro conservativo dell’antico palmento, rivalorizzando questo elemento simbolo del paesaggio Etneo.</span></p>



<h4 class="wp-block-heading"><b>Vigneti Pre-filossera</b></h4>



<p><span style="font-weight: 400;">Sapevate che sull’Etna si trovano alcuni dei vigneti più antichi al mondo? Forse la parola “filossera” vi dice qualcosa? Alla fine del XIX sec, l’invasione della fillossera distrusse la maggior parte dei vigneti europei, ma i terreni sabbiosi dell’Etna gli impedirono di diffondersi. <strong>I cosiddetti “vigneti prefillossera” hanno più di 100 anni, e producono vini incredibilmente sofisticati</strong>, con tannini vellutati ed un finale estremamente complesso. Siete curiosi di provarlo? Le cantine Benanti di Viagrande e Palmento Costanzo di Passopisciaro propongono delle etichette di vini prefillossera, come TOP di gamma. Non vi resta che provarlo!</span></p>



<p><strong>Le nostre raccomandazioni:</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><span style="font-weight: 400;">Etna Doc Rosso ‘Nero di Sei’ Palmento Costanzo</span></li>



<li><span style="font-weight: 400;">Etna Spumante Doc Saxanigra </span><i><span style="font-weight: 400;">Metodo Classico Brut Rose </span></i><span style="font-weight: 400;">Destro</span></li>



<li><span style="font-weight: 400;">Etna Doc Bianco ‘Pianta’ Ciro Biondi&nbsp;</span></li>



<li><span style="font-weight: 400;">Etna Rosato Graci 2018</span></li>



<li><span style="font-weight: 400;">Etna Rosso &#8216;Carusu&#8217; Terrazze dell&#8217;Etna&nbsp;</span></li>
</ul>



<p><i>Che altro resta da dire, se non&#8230;salute!</i></p>



<p></p>
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		<title>Bacari Veneziani: dalle origini ai sorsi nostri</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/bacari-veneziani-dalle-origini-ai-sorsi-nostri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2020 08:52:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bacari: motivo di orgoglio per i veneziani e tappa immancabile per i “foresti”. Non c&#8217;è Venezia senza Bacari e viceversa. Non c&#8217;è esperienza senza cibo, vino e buona compagnia! Streaty conduce tour gastronomici tra i Bacari più veraci di Venezia. Unisiciti a noi se vuoi trovarti al posto giusto, al momento giusto! Buona lettura! Un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Bacari: motivo di orgoglio per i veneziani e tappa immancabile per i “foresti”. Non c&#8217;è Venezia senza Bacari e viceversa. Non c&#8217;è esperienza senza cibo, vino e buona compagnia! Streaty conduce tour gastronomici tra i Bacari più veraci di Venezia. Unisiciti a noi se vuoi trovarti al posto giusto, al momento giusto! Buona lettura!</p>



<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #ff9900;">Un pò di storia</span></h4>



<p>Un po&#8217; di storia:<span style="color: #333333;"> <strong>il primo bacaro venne aperto a Venezia da un pugliese, Fabiano da Trani. Dopo aver svolto il servizio militare a Venezia, come accade a molti, si innamorò della città e decise di restarci. Era la fine dell&#8217;800, in città era appena terminata l&#8217;occupazione austriaca e si festeggiava l&#8217;unione al Regno d&#8217;Italia.</strong></span> All&#8217;epoca Venezia importava vini dalla Dalmazia e dalla Grecia e i dazi erano veramente elevati. Fabiano pensò quindi di importare il vino dalla sua amata Puglia, trovò un modesto locale nei pressi di Rialto per la vendita al dettaglio e nel 1869 iniziò la sua attività. Quando non esistevano i media, la pubblicità veniva fatta attraverso i banditori: ragazzini o poveracci che, in cambio di qualche soldo, giravano per i sestieri con dei foglietti omaggio per un bicchere gratis il giorno dell&#8217;inaugurazione del locale. Poco dopo l&#8217;apertura, l&#8217;osteria di Fabiano divenne molto popolare tra gli amanti del vino e anche tra i gondolieri assetati. Uno di questi, assaggiando il vino di Fabiano, esclamò: <span style="color: #333333;"><strong>“Bon, bon questo xé proprio un vin&#8230; da bàcaro!”. Il gondoliere aveva personalizzato l&#8217;espressione “far bàcara” ovvero partecipare a raduno di amici brindando alla salute del dio Bacco. </strong></span>Da allora si diffuse l&#8217;uso della parola “bàcaro” per indicare piccoli e modesti locali, spesso dalla dubbia igiene, dove era possibile bere del buon vino a poco prezzo accompagnato da qualche stuzzichino, i famosi cicchetti. I bàcari erano frequentati soprattutto dalla classe popolare, da chi per motivi di tempo oppure economici non poteva permettersi un vero e proprio pasto in trattoria. Il bacaro soddisfava le loro esigenze: prezzi modici, cibo della tradizione e buon vino per rallegrare l&#8217;umore.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #333333;">Come riconoscere un Bacaro veneziano doc</span></h4>


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<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="225" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2022/04/cicchetto-baccala-vicentina-300x225.jpg" alt="" class="wp-image-7748" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/04/cicchetto-baccala-vicentina-300x225.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/04/cicchetto-baccala-vicentina-1024x768.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/04/cicchetto-baccala-vicentina-768x576.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/04/cicchetto-baccala-vicentina-1536x1152.jpg 1536w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/04/cicchetto-baccala-vicentina-2048x1536.jpg 2048w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/04/cicchetto-baccala-vicentina-100x75.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p>Questi bacari veraci sopravvivono fino al secondo dopoguerra, oggi è difficile trovare un autentico bacaro veneziano. Come riconoscerlo? Il bacaro veneziano è un<span style="color: #333333;"><strong> locale molto piccolo, spesso c&#8217;è posto solo per il bancone, qualche sgabello e la vetrina con i cicchetti esposti.</strong> L</span>&#8216;arredamento è rustico, semplice e quasi sempre di legno scuro. A qualsiasi ora del giorno, potremmo dire dall&#8217;alba al tramonto, è possibile vedere un piccolo gruppo di pensionati radunati nelle vicinanze che degustano il loro vino preferito (allungato con un po&#8217; d&#8217;acqua vista l&#8217;età) e discutono i principali avvenimenti della giornata, sono la rassegna stampa di Venezia! Se li vedete siete in buone mani! Potete anche chiedere indicazioni ai veneziani, in questo caso le risposte possono variare perché ognuno ha opinioni diverse su dove poter trovare le migliori polpette, baccalà mantecato o mozzarelle in carrozza!</p>



<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #333333;">Oste e osti</span></h4>


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<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="225" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2022/05/IMG_3269-300x225.jpg" alt="" class="wp-image-7807" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/05/IMG_3269-300x225.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/05/IMG_3269-1024x768.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/05/IMG_3269-768x576.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/05/IMG_3269-1536x1152.jpg 1536w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/05/IMG_3269-2048x1536.jpg 2048w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2022/05/IMG_3269-100x75.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p>Il protagonista all&#8217;interno del bacaro è l&#8217;oste, ce ne sono di due tipi: il “burbero”, sembra sempre indaffarato, anche se tutti i clienti sono già stati serviti. Quando entrate difficilmente vi rivolgerà un saluto, sembrerà quasi scocciato, ma non lasciatevi intimidire. Il suo aspetto scontroso è tipico di chi è nato,cresciuto a Venezia, ha sempre lavorato sodo e non ha tempo da perdere in inutili moine, continua a lavorare. La sua esperienza gli ha permesso di far sopravvivere un autentico bacaro fino ai giorni nostri. <strong><span style="color: #ff9900;">L&#8217;altro tipo di oste è invece il “burlone”: sempre con il sorriso e la battuta pronta vi farà sentire i benvenuti, vi consiglierà nella scelta dei cicchetti e sarà felice di darvi qualche dritta su cosa visitare nella sua amata città.</span></strong> L&#8217;oste burlone di solito gestisce un bacaro moderno, rinnovato nell&#8217;arredo e nello stile e di solito è il preferito dai giovani e dagli studenti universitari per i loro aperitivi, ma queste distinzioni non sono da seguire alla lettera! In sintesi, se trovate un locale di piccole dimensioni, con una vetrina di cicchetti ben fornita, qualche pensionato amante del vino o un gruppo di studenti con degli spritz in mano&#8230;entrate, è un bacaro! Se all&#8217;interno ci sono altri simboli di “venezianità” come una bandiera con il leone di San Marco, un gagliardetto della Reyer e qualche cartello scritto in dialetto veneto, avete proprio trovato un bacaro coi fiocchi!</p>



<h4 class="wp-block-heading"><span style="color: #333333;">Un consiglio &#8220;vivace&#8221;!</span></h4>



<p>Girovagate per Venezia e poi fermatevi in un bacaro per un aperitivo o un pasto veloce: troverete i sapori regionali e stagionali, l&#8217;immancabile polenta, i salumi e le combinazioni più caratteristiche di ingredienti del territorio accompagnati da vini locali rossi o bianchi tra cui l&#8217;immancabile prosecco.&nbsp; Oltre al gusto anche la vista sarà soddisfatta: un affaccio sul canale, uno scorcio nascosto di Venezia, un campo con scene di vita quotidiana renderanno unica la vostra sosta.</p>



<p>I bacari fanno parte della cultura di Venezia e del Veneto. Tanto che &#8220;Fare il Bacaro tour&#8221; oggi è una tendenza per i più giovani! Il Bacaro tour consiste nel radunare un gruppo di amici, scegliere i bacari da “visitare” e trascorrere la giornata seguendo questo itinerario molto “impegnativo”. E&#8217; molto semplice sentirsi veneziani. Basta un buon bicchiere di vino, un buon cicchetto ed una buona compagnia!</p>



<p class="has-text-align-center"><span style="color: #333333;"><em>Scritto da Alice Elettra Della Palma</em></span></p>
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		<title>Catania incanta la TV tedesca</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/catania-incanta-la-tv-tedesca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 12:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avreste mai detto che un giorno il nostro cibo di strada sarebbe sbarcato sul canale nazionale tedesco della ZDF? ebbene si! La RAI di Germania dedica una puntata della serie &#8220;Hallo Deutschland&#8221; alla nostra amata Catania. Dieci intensi minuti di panorami e sapori: dai fumi di &#8220;mamma Etna&#8221; ai profumi della Pescheria. Pure una breve [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="162" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/arancino-ok-300x162.jpg" alt="" class="wp-image-4363" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/arancino-ok-300x162.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/arancino-ok-768x415.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/arancino-ok-100x54.jpg 100w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/arancino-ok.jpg 1022w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p><span style="color: #ff6600;"><strong><span style="color: #333333;">Avreste mai detto che un giorno il nostro cibo di strada sarebbe sbarcato sul canale nazionale tedesco della ZDF?</span></strong></span><span style="color: #333333;"> ebbene si! La RAI di Germania dedica una puntata della serie &#8220;Hallo Deutschland&#8221; alla nostra amata Catania. Dieci intensi minuti di panorami e sapori: dai fumi di &#8220;mamma Etna&#8221; ai profumi della Pescheria. Pure una breve ma intensa esperienza Streaty per la presentatrice Martina Rosskopf, ed è cosi che il nostro <a style="color: #333333;" href="https://www.streaty.com/it/city/street-food-tour-catania/"><span style="color: #ff9900;"><strong>street food tour di Catania</strong></span></a> finisce sugli schermi di Germania!</span></p>



<h4 class="wp-block-heading">ZDF TV a Catania</h4>



<p><span style="color: #333333;">La puntata non può che iniziare in braccio alla nostra <em>Muntagna </em>sotto la guida dell&#8217;esperto Tobias Vasta di Etna Discovery. Immancabile l&#8217;omaggio al rifugio inghiottito dall&#8217;eruzione lavica del 2001.&nbsp;</span><span style="color: #333333;">Per sviluppare la parte più estesa dell&#8217;episodio invece, la ZDF TV si è affidata proprio a noi di Streaty, che <strong>da anni offriamo ai turisti la possibilità di godere del cibo di strada catanese</strong> accompagnati da una guida locale. La nostra mitica Sonia accompagna Martina alla scoperta del mercato della Pescheria, raccontando della magica quotidianità catanese: nulla di architettato, nulla di preimpostato, solo e semplicemente&#8230;Catania!</span></p>


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<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="174" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/anchovies-ZDF-300x174.jpg" alt="" class="wp-image-4398" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/anchovies-ZDF-300x174.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/anchovies-ZDF-768x445.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/anchovies-ZDF-100x58.jpg 100w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/anchovies-ZDF.jpg 964w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p><span style="color: #333333;">Avete mai visto una tedesca parlare siciliano? Ebbene si! La mitica Sonia è riuscita anche in questo prima di fare immergere le telecamere della ZDF nei sapori del mercato. La gustosa esperienza urbana inizia proprio con il passo orgoglioso di Sonia e la sua inconfondibile borsa rossa. Dopo una breve ma profonda dichiarazione d&#8217;amore alla sua Catania, <strong>Sonia invita Martina a parlare siciliano.</strong> Lesson Number 1: in siciliano &#8220;Let&#8217;s go!&#8221; si dice&#8230;ed eccola, la Martina che lancia il suo servizio con un tedeschissimo&#8230;<em>amunì</em>!</span></p>



<h4 class="wp-block-heading">ZDF TV alla Pescheria di Catania con Streaty</h4>



<p><span style="color: #333333;"><strong>Lo street food tour di Catania ripreso dalla ZDF inizia con l&#8217;esplorazione dei banchi del pesce.</strong> La calorosa accoglienza e l&#8217;innocente umorismo dei pescivendoli catanesi rincuorano Martina, beccata dalle telecamere in un disperato tentativo di salvataggio del &#8220;piragna&#8221; siciliano! eheheh! Ma a Sonia non basta un servizio che si limiti a narrare, Sonia vuole Martina in prima linea, anzi, oltre la linea, quella sottile linea che delimita la <em>comfort zone</em> dalla <em>uncomfort zone</em>. Che sia chiaro, la comfort zone è quella del tedesco che mangia un currywurst, la uncomfort zone è quella del tedesco che si pappa una bella tellina cruda! Guardate il suo volto&#8230;e applaudite perchè vi assicuro che noi di Streaty, al mercato della Pascheria, ne vediamo tante di facce straniere disgustate! heheheh!&nbsp;</span></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="157" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/frank-300x157.jpg" alt="" class="wp-image-4369" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/frank-300x157.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/frank-768x402.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/frank-1024x536.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/frank-100x52.jpg 100w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/frank.jpg 1028w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
</div>


<p><span style="color: #333333;"><strong>Ma Sonia non è semplicemente un&#8217;eccellente guida, è soprattutto una fedele ed empatica amica</strong>. Ci vuole un pò di sale nella vita,no?! meglio ancora se ad esser salata è l&#8217;acciuga!yummy yummy! Ed ecco Sonia che introduce Francesco, il simpaticissimo venditore di acciughe della pescheria, il quale, sfoggiando uno scintilloso ma zoppicante inglese, invita le due affamate esploratrici a degustare una cartata espressa d&#8217;anciovi ed&#8217;alivi!</span></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="158" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/Card-300x158.jpg" alt="" class="wp-image-4377" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/Card-300x158.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/Card-768x406.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/Card-1024x541.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/Card-100x53.jpg 100w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/11/Card.jpg 1026w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
</div>


<p><span style="color: #333333;">Il palcoscenico della Pescheria di Catania ha ancora molto da offrire a Martina Rosskopf ed alle telecamere della ZDF. Entrano cosi in scena il classico seltz catanese, gli &#8220;esotici&#8221; fichi d&#8217;india e quattro chiacchiere con i professionisti della sedia. A Catania si respira storia e cultura ovunque. Per questo ci teniamo ad arricchire l&#8217;esperienza culinaria dei nostri Streaty tours chiacchierando con la gente. <strong>L&#8217;anima di Catania si fonda sulle sue balate.</strong> Osservate il volto incuriosito di Martina mentre intervista i giocatori di carte sotto gli archi. <strong>Una scena normale per noi, un soggetto attraente per le telecamere tedesco!</strong></span></p>



<p><span style="color: #333333;"><strong>Fermi tutti! cosa pensavate? che la ZDF non riservasse un momento all&#8217;arancino catanese?</strong> Il cibo di strada di Catania è nulla senza il suo Egr. Sig. Arancino. Sonia stavolta è in vena di gesti e spiega a Martina come apostrofare il suo apprezzamento in tavola! Mentre gli indici si avvitano sulle guance di Sonia e Martina, il servizio della ZDF lascia spazio al sorriso di Clara di Mare Camp.&nbsp;</span><span style="color: #333333;"><strong>Lo spirito di accoglienza è contagioso amici miei! I siciliani riescono ad insegnarla anche ai delfini!</strong> Conclude cosi, in bellezza, questo interessante servizio di &#8220;Hallo Deutschland&#8221;, con un danzante inchino dei delfini etnei!</span></p>



<p><span style="color: #333333;"><em>Stay Hungry, Stay Streaty</em></span></p>
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		<title>ARANCINO vs. ARANCINA: chi vince?</title>
		<link>https://www.streaty.com/it/blog/arancino-vs-arancina-chi-vince/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Streaty_Staff]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 09:43:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Catania]]></category>
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Può una vocale mettere in crisi un&#8217;identità isolana nata dalle ceneri e dalle fondamenta di dominazioni straniere? Possono una A e una O creare uno spartiacque territoriale definito e definitivo? Si, una vocale può, almeno in Sicilia! Si parla di una ricetta secolare, del primo cibo di strada siciliano, dell&#8217;imperdibile tassello di un tour del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Può una vocale mettere in crisi un&#8217;identità isolana nata dalle ceneri e dalle fondamenta di dominazioni straniere?<span style="color: #333333;"> Possono una A e una O creare uno spartiacque territoriale definito e definitivo? Si, una vocale può, almeno in Sicilia!</span></em></p>



<p><span style="color: #faba39;"><strong>Si parla di una ricetta secolare, del primo cibo di strada siciliano, dell&#8217;imperdibile tassello di un tour del cibo di strada in Sicilia</strong></span>. Si parla di un timballo di riso, carne e verdure, per farla semplice. Che abbiate scelto il nostro <strong><a href="https://www.streaty.com/it/city/street-food-tour-palermo/">street food tour a Palermo</a>&nbsp;</strong>o abbiate optato per quello catanese, sappiate solo che non si può farla cosi semplice quando si parla di cucina, soprattutto in Sicilia!</p>



<p><strong><em>LA STORIA</em></strong></p>



<p>In principio fu un arancino o un&#8217;arancina? No!<strong><span style="color: #faba39;"> In principio fu un risotto. Gli arabi infatti, a parte arricchire la fertile isola di Sicilia di giardini, frutti, arte, artisti e illuminati vari, ha avuto anche il merito di condire la tradizione culinaria siciliana con nuovi aromi:</span></strong> zafferano, carrubi, uva passa, glasse, creme e pistacchi.</p>



<p>Quel risotto magrebino “Urz bi-l la7m” (riso alla carne) condito con straccetti di vitello e verdure del mondo “conosciuto”, era destinato a diventare il cibo di strada più presente, amato e divorato dai siciliani&#8230;ma&#8230;.senza quel birbante di un pomodoro!!!!!</p>



<p>Infatti, ai tempi della dominazione araba di Sicilia (IX-XI sec. d.C.) il mondo conosciuto non conosceva ancora il pomodoro. <strong><span style="color: #faba39;">L&#8217;effetto di <em>pomidorizzazione</em> (come la chiama Gaetano Basile) si verifica molto più in là, così più in là che potremmo dire l&#8217;altro ieri.</span> </strong>Ari-infatti, il pomodoro conosce i suoi natali nelle americhe di Colombo, e quando sbarca in Europa non riceve quella calda accoglienza che avrebbe ricevuto un Michael Jackson degli anni &#8217;90.</p>


<div class="wp-block-image wp-image-3888 size-medium">
<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="225" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancino-catanese-alla-carn-300x225.jpg" alt="" class="wp-image-3888" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancino-catanese-alla-carn-300x225.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancino-catanese-alla-carn-768x576.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancino-catanese-alla-carn-1024x768.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancino-catanese-alla-carn-100x75.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption"><span style="color: #ff6600;">Arancino Catanese al ragù</span></figcaption></figure>
</div>


<p>Forse non tutti sanno che&#8230;il pomodoro inizia a spopolare nelle tavole del sud Italia solo nel XVIII sec., appunto, l&#8217;altro ieri.</p>



<p>Abbiamo già un&#8217;idea della ricetta 0, ma manca un passaggio chiave, la panatura. La beneamata panatura ed inevitabile frittura nello strutto viene introdotta nella cucina siciliana in epoca normanna (XI-XIII sec), ed è proprio questo il colpo da maestro che trasforma quel risotto magrebino in questo cibo di strada siciliano. L&#8217;arancina/o nasce quindi come pasto completo d&#8217;asporto e tale rimane fino ai giorni nostri.</p>



<p><span style="color: #ffffff; background-color: #6b3403;">ARANCINO VS ARANCINA?</span></p>



<p><span style="color: #783e00; background-color: #f7aa57;"><em>Sfida 1 &#8211; IL NOME</em></span></p>



<p>Se state preparando un viaggio in Sicilia, allenatevi bene sulla corretta denominazione da utilizzare nelle varie province isolane. <span style="color: #333333; background-color: #ffffff;">Per farla semplice, possiamo dire che l&#8217;isola è divisa in due. La Sicilia Occidentale la mangia come ArancinA, quella orientale invece la mangia come ArancinO.</span></p>



<p><strong><span style="color: #faba39;">Perchè? Cosa c&#8217;è dietro questa fuga di vocali?</span></strong></p>



<p>Gli occidentali, capitanati da Palermo, sostengono che il nome e la forma derivino dal frutto dei frutti di Sicilia, l&#8217;arancia, da qui il suo genere femminile: ARANCIA =&gt; ARANCINA.</p>



<p>Gli orientali invece, capitanati da Catania, sottolineano, a ragione, che in lingua siciliana il frutto viene chiamato “aranciu”, appunto, di genere maschile. Da “aranciu“ ad “Arancio”e quindi ad “Arancino”, il passo è breve.</p>



<p><span style="color: #faba39;"><strong>E allora diciamolo, grammaticalmente parlando, il punto va ai Siciliani d&#8217;oriente! Il nome deve essere arancino, maschile.</strong></span></p>



<p>Risultato primo tempo: ARANCINO – ARANCINA 1- 0</p>


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<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="225" height="300" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2018/01/IMG_3011-e1515572086995-225x300.jpg" alt="" class="wp-image-3482" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2018/01/IMG_3011-e1515572086995-225x300.jpg 225w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2018/01/IMG_3011-e1515572086995-768x1024.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2018/01/IMG_3011-e1515572086995-75x100.jpg 75w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure>
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<p><span style="color: #783e00; background-color: #f7aa57;"><em>Sfida 2 &#8211; LA FORMA</em></span></p>



<p>A tonda o a punta?</p>



<p>Mettiamola cosi, stando a quanto appena scritto sulla denominazione di questa croccante specialità di strada, <strong><span style="color: #faba39;">la forma che dovrebbe darsi è ovviamente quella di un arancia, ed è questa la forma che troverete esposta nelle unte friggitorie della Sicilia occidentale</span></strong>. L&#8217;arancina Siciliana d&#8217;occidente è una dorata palla di riso abitata da chicchi giallo zafferano e profumata da un delicato ragù bianco di vitello.</p>



<p>L&#8217;orizzonte delle rosticcerie orientali invece è sagomato da una serie di croccanti punte, come un villaggetto di gnomi. L&#8217;arancino siciliano d&#8217;oriente, pilastro del cibo di strada catanese, viene modellato sulla forma della <em>muntagna</em> Etna: una cono di candido riso, carico di sugo di pomodoro, straccetti di vitello e mozzarella, un&#8217;eruzione di sapore!</p>



<p>Chi vince quindi? Beh, mettiamola cosi&#8230;fin quando non ci saranno arance a forma di cono, i<strong><span style="color: #faba39;">l punto verrà a pieno diritto concesso ai Siciliani d&#8217;occidente. La forma deve essere quella di un&#8217;arancia, tonda.</span></strong></p>



<p>Risultato secondo tempo: ARANCINO – ARANCINA 1-1</p>



<p><span style="color: #783e00; background-color: #f7aa57;"><em>Round 3- LA RICETTA</em></span></p>


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<figure class="alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="200" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/ARANCINE-vicio-300x200.jpg" alt="" class="wp-image-3941" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/ARANCINE-vicio-300x200.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/ARANCINE-vicio-768x512.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/ARANCINE-vicio-1024x683.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/ARANCINE-vicio-100x67.jpg 100w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/ARANCINE-vicio.jpg 1620w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p>Sulla ricetta invece bisognerebbe unire le forze, perchè la ricetta perfetta, quindi quella che fu in origine, può tornare solo siglando una pace culinaria tra le due sicilie.</p>



<p>L&#8217;arancina/o perfetta/o dovrebbe apparire e mangiarsi come segue: un timballo di riso giallo (cotto in zafferano), tondo come un&#8217;arancia, ripieno di straccetti di vitello insaporiti da un soffritto di verdurine (cipolla e carota), panato e fritto come si friggeva una volta&#8230;nello strutto! Eccola, l&#8217;arancina perfetta.&nbsp; Volete sapere come si prepara un&#8217;arancina studiatevi la <a href="https://streaty.com/blog/arancinarecipe/">ricetta di mamma Streaty.</a></p>



<p>Risultato dopo i tempi supplementari: ARANCINO – ARANCINA 1-1</p>



<p>Rigori sospesi per caldo eccessivo in cucina.</p>



<p><span style="background-color: #f7aa57; color: #783e00;"><em>CONCLUSIONE SULLA DISPUTA&nbsp;</em></span></p>


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<figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="300" height="201" src="https://streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancini-love-300x201.jpg" alt="" class="wp-image-3927" srcset="https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancini-love-300x201.jpg 300w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancini-love-768x514.jpg 768w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancini-love-1024x685.jpg 1024w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancini-love-100x67.jpg 100w, https://www.streaty.com/wp-content/uploads/2019/07/arancini-love.jpg 1613w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>
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<p>“Why can&#8217;t we be friends?” cantavano gli Smash Mouth negli anni &#8217;90&#8230;yes, perchè non possiamo essere amici!? Una soluzione c&#8217;è cari amici siciliani, ed è molto semplice.</p>



<p>O ci sediamo insieme per ri-creare una ricetta unica ed inequivocabile, oppure proviamo ad essere più diplomatici. Come? Nel modo seguente.</p>



<p><strong><span style="color: #faba39;">Se l&#8217;arancin- è a forma di arancia, chiamiamola un&#8217;arancin-A.</span></strong></p>



<p><strong><span style="color: #faba39;">Se l&#8217;arancin- è a forma di vulcano, chiamiamolo arancin-O.</span></strong></p>



<p>Tutti contenti, tutti affamati, tutti felici, tutti dis-uniti.</p>



<p><span style="background-color: #6b3403; color: #ffffff;"><em>DOVE MANGIARE?</em></span></p>



<p>Vi facciamo solo due nomi. L&#8217;arancina degna di tal nome la trovate in Friggitoria da Arianna Dainotti al mercato del Capo di Palermo, un santuario del nostro tour del cibo di strada di Palermo. L&#8217;arancino degno di tal nome lo trovate in Friggitoria da Agatina al mercato della Pescheria di Catania.</p>
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