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Forse non tutti sanno che…la torta sette veli non è una specialità palermitana!
Ebbene si, la ricetta ed il suo nome sono infatti di proprietà artigianale ed intellettuale di un team di pasticceri del nord italia: Gianluca Mannori (Toscana). Cristian Beduschi (Veneto), Luigi Biasetto (Veneto).
I tre Re Magi del cioccolato hanno visto riconosciuti i loro meriti alla Coppa del Mondo della Pasticceria, tenutasi a Lione nel 1997. Setteveli era il suo nome, e questo nome adesso è intoccabile.
Cosi recita il comunicato stampa rilasciato dai pasticceri “Da allora (1997), la ricetta originale della “SETTEVELI” è rimasta custodita gelosamente nei laboratori artigianali dei tre Maestri Pasticceri e costituisce segreto aziendale giuridicamente protetto. Gli stessi hanno anche provveduto tempestivamente alla registrazione del marchio Setteveli
Ma perchè chiamarla Setteveli e non semplicemente orgasmo di cioccolato?
Come svela il sito ufficiale www.setteveli.it, nasce tutto in occasione della Coppa del Mondo di Lione. Il tema della competizione era “la Donna”, intesa come metafora di armonia, dolcezza, seduzione e forza. I veli roteanti che avvolgono la sinuosa danza orientale delle odalische ispirano i pasticceri. Nasce la Setteveli.
Nonostante ciò, c’è chi giura che la Setteveli a Palermo abbia una storia ben più lunga dei 22 anni comprovati dalla Chocolates’League francese.
Certo, non è sempre facile riconoscere l’autenticità di una ricetta e tracciarne una storia argomentata da fonti certe, ma in fin dei conti, a noi mangioni interessa solo mangiar bene. E quindi, chissenefrega di chi sia il creatore? L’importante è sapere che un Creatore esista per davvero!
Il problema è un altro, il campanilismo estremo italiano, non favorisce cotanto laissez-faire!
Le guerre veneto-friulane sulla paternità del tiramisù non conoscono tregua, cosi come quella interregionale di Sicilia sull’Arancina/o gate. Se un giorno si scatenerà una guerra civile in Italia, non sarà per questioni territoriali né culturali, ma solo di cucina. E cosi i nostri pro-pro-pro nipoti saranno costretti a studiare le cause che scatenarono la Terza Guerra Bevereccia e il conflitto companatico di terzo tipo.
Torniamo alla tanto amata sette veli. I palermitani staranno già storcendo il naso, mormorando “ma che minchia dice questo!? la setteveli è palermitana, di Cappello!”. Allora cliccate su questo link http://www.pasticceriacappello.it/Dolci/settestrati/ e noterete che la nostra amatissima setteveli riporta in didascalia “settestrati”. E’ stato uno shock anche per noi, ve l’assicuro, eppure non è un caso unico! Vi sorprenderà sapere, ad esempio, che il babà napoletano, in realtà è un dolce di origini polacche, perfezionato in Francia come Savarin e in un terzo momento decollato in Campania!
Ma torniamo alla nostra Setteveli. Ebbene si! amici miei manciatari, quel nome tanto #foodporn che delizia i nostri natali e compleanni, è protetto da copyrights. Protetta da un segreto ancora più ancestrale è invece la sua ricetta.
In fin dei conti, in cosa consiste questa benedetta torta?
I mastri Mannori, Beduschi, Biasetto dicono qualcosa in più del nostrano Cappello:
– veli di cioccolato
– fondi di gianduia
– pan di spagna
– fiocchi di mais
– bavarese alle nocciole
– mousse al cioccolato
– glassa di cioccolato
Mentre il sito web del palermitano Cappello si limita a quanto segue:
– Mousse di cioccolato
– bavarese alle nocciole
– genoise al cioccolato
– croccante di cereali
E’ doveroso aggiungere che la pasticceria Cappello ha elevato a Super Sayan questa torta, trasformandola pure in pistacchio! inserite questa degustazione nelle cose da fare prima di passare a miglior vita!

Ora, senza menzionare invano l’ambito marchio di questa torta, non ci resta che abbracciare la filosofia siciliana del “futtitinni”. Setteveli nordica? Settestrati suddica? E’ nata qui? E’ nata lì? Futtitini! mancia e arricrìati!